Sito della Casa Bianca

Sito della Casa Bianca

Qui c’è un piccolo esempio tecnico per illustrare quanto sia cambiata la mentalità di chi gestisce il sito della Casa Bianca degli Stati Uniti.

Fino a prima dell’insediamento di Obama, il robots.txt del sito whitehouse.gov era qualcosa del tipo:


User-agent: *
Disallow: /cgi-bin
Disallow: /search
Disallow: /query.html
Disallow: /omb/search
Disallow: /omb/query.html
Disallow: /expectmore/search
Disallow: /expectmore/query.html
Disallow: /results/search
Disallow: /results/query.html
Disallow: /earmarks/search
Disallow: /earmarks/query.html
Disallow: /help
Disallow: /360pics/text
Disallow: /911/911day/text
Disallow: /911/heroes/text

(qui puoi trovare la versione completa, in tutto oltre 2400 righe di cartelle la cui indicizzazione era impedita ai motori di ricerca)

Ora la nuova versione del file robots.txt obamizzata è:

User-agent: *
Disallow: /includes/

Non voglio sbilanciarmi in conclusioni o divagazioni filosofiche, però è interessante anche il messaggio di trasparenza che viene trasmesso dal punto di vista della comunicazione politica.

AGGIORNAMENTO:

A distanza di un giorno, le discussioni in rete si diffondono e si sono aggiunte alcune considerazioni, in particolare le migliori sono quelle di Nereo Sciutto:

  • Creative commons attribution 3.0, cioé, tutti i contenuti sono liberamente utilizzabili a patto di citare la fonte.
  • Gli URL sono Search Engine Friendly o per meglio dire, User Friendly, dato che Google dice di essere in grado di interpretare anche gli URL dinamici: non c’è passaggio di variabili e ogni pagina prende il nome dal suo titolo. Questo vale anche per i post del blog (Ah, si c’è anche un Blog!).
  • Ci sono le briciole di pane (breadcrumbs) che però sono piazzate in un posto inusuale e cioè al di sotto dei contenuti.
  • I title sono personalizzati ma al momento non vengono gestiti correttamente description e title.
  • I menu sono realizzati in CSS senza l’uso di tabelle e l’intero sito è visibile anche con javascript disabilitato. Ad esempio, il menù in alto è realizzato con i fogli di stile quindi rimane visibile e accessibile anche senza javascript. Prendiamo atto del fatto che dopo Gmail anche il presidente degli USA prende posizione non supportando IE6. Da sviluppatori ringraziamo e meditiamo. Aggiornamento dell’aggiornamento: è stato aggiunto uno javascript per chi ha IE<7 con i conditional comments
  • Buona, chiara e ben organizzata la struttura per macro-temi che è stata evidenziata nel footer.
  • Testo, testo e ancora testo. Ma questo, da un sito di quel tipo, è normale.
  • Si basa su IIS6, e qui non ne capisco le ragioni.
  • Interessante anche se secondario, l’uso di jquery e altre librerie javascript che fanno molto Web 2.0.
  • Il layout è fissato ed è perfettamente ottimizzato per 1024 pixels di larghezza.
  • Perfettamente usabile la pagina di errore 404.
  • Interessante la pagina di descrizione dell’accessibilità*, che viene sfruttata come occasione di comunicazione politica.
  • 5 feeds RSS in Home Page.
  • Presente anche la versione in spagnolo del sito, considerando che molti cittadini USA lo conoscono meglio dell’inglese.

Il layout è estremamente chiaro, e con elevata usabilità. Anche dal punto di vista di comunicazione ci sono vari riferimenti che fanno pensare che per confronto molti dei nostri politici sembreranno improvvisamente obsoleti per confronto, come ad esempio la volontà di inserire un discorso ai cittadini tutti i sabati mattina.

*menzione speciale per l’accessibilità. I link per skippare l’intestazione e per andare alla sitemap direttamente sono fatti con lo stile riportato sotto. Da manuale. Anzi, da ottimo manuale.

height:1px;
left:-10000px;
overflow:hidden;
position:absolute;
width:1px;

<sarcasmo>In pratica, identico al sito del governo italiano</sarcasmo>

Per il momento non ci sono post correlati.

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6 Responses to “Obama apre il sito della Casa Bianca ai motori di ricerca”

  1. Flavia scrive:

    Grazie Michele, bella questa cosa!

  2. Giovanni scrive:

    è anche gradevole esteticamente!

  3. Michele Mader scrive:

    Grazie per il complimento Flavia.
    Ne approfitto per farti le congratulazioni per il libro!

  4. Nereo scrive:

    Grazie della segnalazione :-)

    La tua analisi è molto completa e riprende e organizza ottimamente quando può emergere dall’analisi “a caldo” del sito.
    Ora vediamo se ce la farà a gestirlo e sfruttarlo appieno!

    Ciao.

  5. Michele Mader scrive:

    Grazie di aver contribuito con la tua opinione.
    Presto pubblicherò una seconda analisi, a una settimana di distanza dall’apertura.
    Ci sono vari spunti interessanti ancora da evidenziare.

  6. [...] le prime considerazioni sul sito della Casa Bianca nell’era Obama, ne posso aggiungere [...]

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