È stato pubblicato il decreto del Ministero dei beni culturali 30 dicembre 2009 sull’”equo compenso“, la quota anticipata di diritto d’autore che il consumatore paga all’acquisto di dispositivi per la riproduzione di opere audiovisive protette dalla legge.

Il decreto definisce, i nuovi importi degli aumenti dei prezzi che devono essere applicati alle memorie di massa (per esempio Dvd e chiavette Usb)  in funzione della loro capacità e a masterizzatori, computer e telefoni cellulari che consentono la memorizzazione di opere audiovisive protette dalla legge sul diritto d’autore.

Ecco alcuni dati riportati da “il sole 24 ore” e altre fonti:

Chiavetta USB 4GB 0.36€
DVD riscrivibile 0.50€
Memoria flash 15GB su lettore MP3 quasi 10 €
HD 250GB dentro lettore DVD 30€
Confezione da 20 CD 5.87€
Confezione da 20 DVD 8.20€
decoder DGTV con hard disk integrato 16.10€

Personalmente sono assolutamente contrario a questa nuova tassa per 2 motivi:

  • costituisce sostanzialmente una tassa sull’innovazione, cosa di cui il nostro paese ha disperatamente bisogno;
  • viene applicata dando sostanzialmente scontata la cattiva fede del consumatore (supponendo che salverà contenuti coperti da diritto d’autore).


In particolare, se nel primo caso potremmo anche sopportare la cosa (d’altra parte la gente raramente è contenta di una nuova tassa), nel secondo caso la trovo estremamente diseducativa.

E’ come se acquistando una macchina, facessero pagare in anticipo tutte le infrazioni che è previsto che faremo in futuro.

  • Se le abbiamo già pagate, a questo punto perché non superare il limite di velocità e parcheggiare in divieto di sosta?
  • A chi vanno i diritti d’autore? Se sul mio disco salverò solo l’opera completa del cantante X, perché i soldi devono andare al cantante Y?
  • Diventa ancora più stupido comportarsi legalmente. Nessuno ci restituirà mai i soldi in caso di condotta corretta, e questo punto è forse quello che mi dà più fastidio.
  • Perché dobbiamo pagare in anticipo un bene di cui probabilmente non fruiremo mai?

A questo si aggiungono alcune altre considerazioni tipo:

  • La pirateria non ha più bisogno di memorie, ormai i contenuti piratati si trovano anche in streaming
  • Il software viene piratato almeno quanto la musica e i video. Perché le aziende di software non ricevono gli stessi aiuti della SIAE?
  • Se qualcuno ordina un gadget tecnologico su ebay tedesco, questo sarà di fatto esente dalla tassa perché il personale alla dogana non può assumersi il rischio di smontare tutto, senza essere in grado di rimontarlo perfettamente.

Da persona che non ascolta più musica da anni e non compra DVD, principalmente perché la radio soddisfa le mie esigenze di base con una gamma di generi che va ben oltre le mie necessità comunque i prodotti commerciali sono talmente standardizzati perché nessuno ha più voglia di rischiare di distribuire un CD che non venderà, che ascoltati una decina di pezzi, gli altri sono più o meno tutti uguali.

Stesso discorso per i film… ci sono sempre i soliti generi destinati a soddisfare le varie tipologie di spettatore. In quanti film avete visto l’amore impossibile realizzarsi malgrado le resistenze di chi sta intorno? In quanti film avete visto il disastro naturale e l’umanità salvata dal visionario a cui all’inizio non crede nessuno? In quanti film c’è l’uomo che viene punito per aver cercato di dominare la natura? In quanti film c’è la principessa che si innamora del ranocchio operoso? Non vedo perché i miei soldi devono andare a gente che continua a rifare sempre le stesse cose con piccole varianti e cambiamenti d’abito e di ambientazione. Date i miei soldi tutti ai discendenti di Shakespeare che è l’autore più plagiato, giusto perché non si possono trovare i discendenti di Omero e della Bibbia intesa come opera letteraria.

Perché io che preferisco usare server Linux piuttosto che scaricare una copia pirata di Windows 7 Ultimate ‘Ntani Platinum Super stica’ edition, Open Office piuttosto che Word e Excel, Notepad++ piuttosto che Ultraedit e Dreamweaver, Mplayer piuttosto che altri software commerciali, Google Calendar piuttosto che Outlook, Open Project piuttosto che Microsoft Project devo essere trattato da pirata?

Perché devo pagare pezzi musicali che non scaricherò mai perché tanto si trovano legalmente in streaming su YouTube, Last.fm e infiniti altri siti?

Perché devo pagare film tutti uguali, quando per addormentarmi mi bastano i telefilm che vanno in onda sulla TV di cui pago il canone?

Forse la SIAE dovrebbe interrogarsi sul perché i consumatori non comprano i prodotti che vengono venduti, considerando anche che i prodotti più piratati risultano essere anche quelli più venduti.

Non è che magari il prezzo di un DVD musicale è un tantino troppo elevato, considerando che comunque su negozi online come iTunes vanno alla grande e che il costo del supporto è molto vicino allo zero?

Non è che magari dovrebbero cambiare modello di business, per cui non funziona più vendere un album di 10-15 pezzi in cui solo un paio riscuotono successo?

Per il momento non ci sono post correlati.

Leave a Reply

You can use these tags: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>