Quando organizziamo un evento, per cui ci si aspetta o almeno si auspica che sul sito dedicato ci arrivino molti visitatori, è di fondamentale importanza assicurarsi del fatto che l’infrastruttura, ed in particolare il server su cui il sito viene ospitato sia all’altezza.
Questo è uno dei tipici casi, in cui se farete bene il vostro lavoro, nessuno vi dirà “bravo”, però se lo farete male correte il rischio di fare la fine del FAI, che in occasione delle giornate FAI di primavera probabilmente riceve qualche migliaio o decine di migliaia di richieste all’ora ed il server fallisce miseramente dando il messaggio di errore sottostante. Questo per tutta la durata del fine settimana. A volte si riescono ad ottenere i breadcrumbs, ma mai la pagina completa.

Trascuriamo il fatto che non viene indicato il system administrator da contattare.
Il vero problema è che in questo modo tutti gli italiani che non hanno a disposizione un elenco cartaceo dei beni culturali aperti non hanno idea di dove possono andare. O meglio, vanno su altri siti, come ad esempio, l’elenco dei beni culturali FAI aperti in Toscana su Google Maps che se vogliamo, dal punto di vista dell’organizzazione è ancora peggio perché si perde l’occasione di far acquistare la tessera online.
Una cosa che a un tecnico come me fa tristezza è il fatto che questo problema si può aggirare anche in pochi minuti.
- A partire dalle misure più drastiche, tipo aprire un blog su Wordpress.com o su Blogspot.com (magari prossimamente pubblicherò un confronto di questi servizi gratuiti), pubblicare qui le informazioni importanti e quindi fare un redirect dal proprio sito. Certo, ci sarebbe da rinunciare alla grafica e a molte altre funzionalità, però almeno si darebbe alle persone la possibilità di partecipare all’evento e non si darebbe alle persone il messaggio di avere scarse competenze tecniche.
- Un’altra soluzione possibile potrebbe essere di togliere alcuni elementi non essenziali dalle pagine del sito, in modo da diminuire il numero di query per ogni utente, e magari togliere elementi in Flash e immagini non essenziali, in modo da non sprecare connettività. Al limite, fare una versione delle pagine esclusivamente in testo HTML. Ottima leggibilità e permettono comunque al server di supportare il carico di utenti almeno fino al lunedì quando si possono adottare soluzioni definitive.
Il lunedì, invece i proprietari del sito dovrebbero fare una riunione e:
- considerare di cambiare tecnologia (PHP/MySQL su linux regge circa 100 volte più utenti rispetto ad ASP su Windows)
- aggiornare l’hardware del server (soluzione molto costosa)
- ripensare l’architettura dell’applicazione in modo da ottimizzarne le prestazioni
- mettere in atto meccanismi di caching
Voi che altro fareste?
Da notare che i rimedi che ho proposto per affrontare l’emergenza richiedono tutti poche ore lavorative e sono praticamente a costo zero, in quanto l’unico costo è quello di un tecnico con competenze poco più che base di HTML.
Aggiornamento: il sito è tornato online stasera.
La differenza confontandolo con quello nella cache di Google che si nota è che nell’intestazione è stato sostituito il Flash con un’intestazione analoga in HTML.
Purtroppo non posso sapere se sono stati fatti altri interventi dietro le quinte o se il semplicemente il problema si è risolto anche grazie alla diminuzione di visitatori.
Se qualcuno che ci ha lavorato, vuole intervenire qui, sarò felice di ospitarlo.
Peccato che dopo le 18.00 non ci sarà molta gente che possa usufruirne.
Per il momento non ci sono post correlati.
Tags: curiosità